lunedì 21 gennaio 2013
Meraviglioso, devo continuare con gli antibiotici fino a quando non mi operano asportandomi le tonsille, e i tempi d'attesa, a meno che non ti lasci scopare violentemente dal primario o dalla primaria o dal direttore dell'ospedale, sono di minimo 4 mesi...aggiungendo il mese e mezzo di antibiotico e altri farmaci presi sarebbero come minimo 5 mesi e mezzo d'attesa...e se potessi la verginità la perderei volentieri pur di non aspettare di morire o che mi vengano ulcera e tumore al fegato...già mi sono beccato la micosi genitale! E poi, per non farsi mancare niente 4 giorni prima del mio 20 compleanno mi circoncidono...no, ma grazie, veramente...e stando male ho comunque dato tutti gli esami che potevo guadagnandomi finora tutti 30 e lode...mi han pure fatto spendere praticamente 500 euro per farmaci, cure, visite e analisi, e non mi tengono dentro neanche un Cazzo i giorno fottuto...bello...potevo pagarmi una settimana in albergo a 4 stelle, tanto se devo morire meglio farlo coccolati...e che me lo dicano chiaramente...bah...
giovedì 17 gennaio 2013
perdono
E dopo stagioni di guerra passate,
campi di battaglia e di lame affilate,
si è spenta la brace che calda in me ardeva,
che di te ogni cosa alla larga teneva,
erigeva muri di armato cemento,
pensieri a te buoni rivolgeva a stento,
ma adesso diffonde un tepore pacato,
la pace e negli occhi un affetto rinato.
Nel cuore memorie cullano il perdono
Io t'offro l'essenza di quello che sono,
porgendoti l'anima mia nelle mani
perché so che meriti ancora il domani.
campi di battaglia e di lame affilate,
si è spenta la brace che calda in me ardeva,
che di te ogni cosa alla larga teneva,
erigeva muri di armato cemento,
pensieri a te buoni rivolgeva a stento,
ma adesso diffonde un tepore pacato,
la pace e negli occhi un affetto rinato.
Nel cuore memorie cullano il perdono
Io t'offro l'essenza di quello che sono,
porgendoti l'anima mia nelle mani
perché so che meriti ancora il domani.
venerdì 11 gennaio 2013
per ore, minuti, a distanza di miglia
Ci sono momenti in cui il guscio mio scordo
quando i sogni fluttuano dentro al ricordo
fatti come bolle di gemme di sale,
con niente che sembra potergli far male.
Gli spruzzi dell'onde sopra il nostro ego
li abbracciano mentre sulla sabbia asciugo
scaldato dai soffi mandati dal Sole
così vulnerabile ai giochi del cuore,
rapito e distratto da assurdi misteri,
dai miei dolci e confusi bei desideri,
che limpidi stendono la propria essenza
sul mondo plasmandone forma e speranza.
Resta abbandonata la bianca conchiglia
per ore, minuti, a distanza di miglia,
un pianeta che ruota come in un compasso
nel tempo del vuoto di un lungo sorpasso...
quando i sogni fluttuano dentro al ricordo
fatti come bolle di gemme di sale,
con niente che sembra potergli far male.
Gli spruzzi dell'onde sopra il nostro ego
li abbracciano mentre sulla sabbia asciugo
scaldato dai soffi mandati dal Sole
così vulnerabile ai giochi del cuore,
rapito e distratto da assurdi misteri,
dai miei dolci e confusi bei desideri,
che limpidi stendono la propria essenza
sul mondo plasmandone forma e speranza.
Resta abbandonata la bianca conchiglia
per ore, minuti, a distanza di miglia,
un pianeta che ruota come in un compasso
nel tempo del vuoto di un lungo sorpasso...
lunedì 31 dicembre 2012
Finito soccombe quest'anno dannato
Mi hai tolto speranze, colori dal cuore,
tarpato le ali, deluso in amore,
deviato in un vicolo senza lampioni
che dessero sveglia alle belle emozioni;
portato lontano amicizie fidate,
spezzato conquiste ch'avevo sudate,
sei stato crudele con la mia dolcezza
versando l'amaro dopo la carezza.
Fortuna ne ho avuta, non posso negare,
ma quale alta somma ho dovuto pagare
perdendo ogni luna un po' di me stesso,
puoi esser contento ma morirai adesso,
tra i botti e le grida delle altre persone,
il canto, compagno mio in questa passione,
tra sorprese che mai mi sarei aspettato
finito soccombe quest'anno dannato!
tarpato le ali, deluso in amore,
deviato in un vicolo senza lampioni
che dessero sveglia alle belle emozioni;
portato lontano amicizie fidate,
spezzato conquiste ch'avevo sudate,
sei stato crudele con la mia dolcezza
versando l'amaro dopo la carezza.
Fortuna ne ho avuta, non posso negare,
ma quale alta somma ho dovuto pagare
perdendo ogni luna un po' di me stesso,
puoi esser contento ma morirai adesso,
tra i botti e le grida delle altre persone,
il canto, compagno mio in questa passione,
tra sorprese che mai mi sarei aspettato
finito soccombe quest'anno dannato!
sabato 29 dicembre 2012
venerdì 28 dicembre 2012
13 Luglio 2012
ARIETE, INAFFIDABILE E INSTABILE
Un giorno un amico mi ha detto che le persone del segno dell'ariete sono completamente inaffidabili e instabili, e aveva ragione!
Tutto è cominciato in una chat online, dove ho conosciuto il mio primo amore, un nato d'Aprile; parlavamo, quasi ogni sera, delle nostre vite e delle nostre passioni. Gli raccontavo del ragazzo di cui ero invaghito, ragazzo che poi sarebbe divenuto il mio migliore amico, e lui faceva lo stesso. Poi, come se qualcuno ce l'avesse suggerito, capimmo di provare qualcosa l'uno per l'altro, qualcosa che era nato da quelle semplici confidenze che ci avevano permesso di conoscerci meglio. A pochi giorni dalla fine dell'anno, finalmente, si fece avanti confessandomi i suoi sentimenti, ed io gli risposi che provavo lo stesso; decidemmo così di diventare importanti, l'uno per l'altro, e dopo circa un mese ci incontrammo. Fui io ad andare da lui; abitava a Bologna, mi abbracciò appena mi vide, mi mostrò la sua città e poi mi strinse a sé, ed io a lui. Era Gennaio e in quel freddo inverno avevo finalmente incontrato colui che avevo aspettato per diciassette anni, qualcuno che mi faceva sentire unico e speciale; alla stazione, poi, mi diede un bacio, il mio primo bacio, e ne fui felice perché voleva dire che, sebbene trecento chilometri ci tenevano lontani, io potevo contare su di lui.
Il tempo volava e i nostri impegni ci consentivano di vederci di persona solo una volta al mese, tuttavia non ne soffrivamo, o così pareva. Dopo aver trascorso insieme una notte a Firenze per i nostri sei mesi, io partii per l'Inghilterra, dove come ogni anno solevo trascorrere due settimane di vacanza studio; dopo solo pochi giorni all'estero, alloggiato in una famiglia poco affettuosa, ricevetti un messaggio che fece aprire un enorme varco sotto i miei piedi: diceva di essere confuso. Una lacrima mi rigava il viso mentre lo chiamavo; rispose dopo interminabili attimi di attesa e parlammo, scoppiai in lacrime e lui non fu capace di darmi la spiegazione che pensavo di meritare, la spiegazione che mi avrebbe salvato. Mi chiese di rimanere in contatto; rifiutai senza indugi. Conosceva il mio parere al riguardo, e sapeva bene che quando una persona a cui tengo si dimostra diversa da come la immaginavo, viene inesorabilmente espulsa dalla mia vita, come se improvvisamente si trasformasse in un estraneo di poco conto.
Il primo giorno fu sofferenza, il secondo grande rabbia; il terzo giorno mi alzai senza provare alcun sentimento, col solo pensiero di riavere indietro quel ciondolo che gli avevo donato, come avevo fatto col mio cuore; quel ciondolo che per me significava tanto, e che mai mi venne restituito. Trascorsi i mesi seguenti cercando di capire cosa potesse essere successo e provando a trovare un altra persona da tenere nel cuore; dopo vari tentativi incontrai Claudio, un altro ariete, un altro grande interrogativo. La prima volta gli diedi un bacio sulla guancia, con l'intento di fargli capire che mi piaceva; colse al volo il mio messaggio, e così, dopo una lunga giornata trascorsa a parlare, ci baciammo e accarezzammo in un meraviglioso parco; la natura divenne il nostro covo di tenerezze, e al secondo incontro sperimentai la vita: era fine Estate, e illuminati da un tramonto insolito ci eravamo trovati a giocare come due bimbi, come mai mi era capitato prima, in un luogo segreto e al sicuro dagli sguardi curiosi.
Gli regalai una farfalla, una di quelle che tormentava il mio ventre da mattina a sera quando pensavo a lui. Sparì nel silenzio, la peggiore tortura, senza che ne ebbi più alcuna notizia; non rispose nemmeno ai miei tentativi di ferire il suo orgoglio, e questo non mi permise di cancellarlo come avevo fatto con Marco solo pochi mesi prima. Questo rese difficile la ripresa della mia vita sentimentale, dopotutto credo che se si fosse ripresentato così, da un giorno all'altro, lo avrei accolto di nuovo a braccia aperte; non avrei rischiato di perdere l'occasione di rivivere momenti così speciali, anche se forse li avrei potuti trascorrere allo stesso modo in compagnia di qualsiasi altro ragazzo. Tuttavia, il vero problema, è che quando si è innamorati di qualcuno, questa persona sembra l'unica al mondo capace di darci ciò di cui abbiamo bisogno.
Nel Gennaio dell'anno successivo entrai in contatto col terzo e per ora ultimo ariete, dopotutto, come era solito dirmi anche lui, non c'è due senza tre. Segnato dalle precedenti esperienze misi subito in chiaro cosa pensavo riguardo al suo segno; rispose che lui era diverso, e che se mai fossi diventato importante, scavandomi una piccola nicchia nel suo cuore, mi avrebbe trattato col rispetto e la serietà che meritavo. Gli raccontai del libro “Il piccolo principe” e del rapporto speciale che nel racconto nasce tra quel bambino grazioso ed una volpe; ci promettemmo così di seguire quell'esempio, di addomesticarci a vicenda, e così fu. Parlavamo di ogni cosa, e mi sentivo trattato come un raro pesce, bramato da un giovane pescatore che cerca di catturarlo per metterlo nel suo acquario, in modo da poterlo venerare e ammirare ogni qualvolta lo desideri. Abboccai all'amo avverando così quel suo desiderio, e ne rimasi prigioniero e schiavo perché come una creatura unica, dopo essere stata imprigionata, perde il suo fascino, anche io rimasi negletto e vittima delle sue assenze.
Era la seconda volta che soffrivo per il silenzio, e come se non fosse bastato, ogni tanto mi capitava di ricevere da lui qualche parola affettuosa, ma che diritto ne aveva? Non ci eravamo mai visti, eppure ero riuscito a provare qualcosa di intenso. Rispondevo ai suoi messaggi, le prime volte chiedendo spiegazioni riguardo il suo comportamento, altre tentando di ferirlo, però non fui mai capace di ottenere ciò che volevo. Tuttora ci parlo, se così si può dire, pur sapendo di non essere padrone del gioco, ma semplicemente sperando che il mio pescatore torni al mare per liberarmi, in modo da poter ammirare di nuovo la sua preda, magnifica, mentre nuota nelle limpide acque cristalline.
lunedì 24 dicembre 2012
Toccami il Cuore
Trabocca il mio calice pieno di vino
Vacilla l'amore scosso dal destino
Nutrito di forti emozioni rinasce
Spinto dai sospiri delle attese cresce
Si bagna con la pioggia dei sentimenti
Ti tuffa in un gioco di schiaffi violenti
Si burla e ridacchia delle tue cadute
Poi piange tremante lacrime perdute
Persuade la vita, sconfigge la morte
Cammina su un filo sfidando la sorte
Rapisce gli sguardi dai cieli stellati
Cogliendone gli astri per gli innamorati
E se poi per caso lo trovi deluso
Coperto di terra, che ti tiene il muso
Ricorda che un giorno dove ora si posa
Vedrai nata allora una splendida rosa...
Vacilla l'amore scosso dal destino
Nutrito di forti emozioni rinasce
Spinto dai sospiri delle attese cresce
Si bagna con la pioggia dei sentimenti
Ti tuffa in un gioco di schiaffi violenti
Si burla e ridacchia delle tue cadute
Poi piange tremante lacrime perdute
Persuade la vita, sconfigge la morte
Cammina su un filo sfidando la sorte
Rapisce gli sguardi dai cieli stellati
Cogliendone gli astri per gli innamorati
E se poi per caso lo trovi deluso
Coperto di terra, che ti tiene il muso
Ricorda che un giorno dove ora si posa
Vedrai nata allora una splendida rosa...
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